FONDO RUTELLI

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Acquisizione. Il fondo è stato acquisito dal CRICD nel 1998.

Storia. La storia della famiglia Rutelli a Palermo risale al XVII secolo con il capostipite Mario, magister intagliatore di pietra proveniente da Troina, mentre il discendente Salvatore (1766-1854) fu console della Maestranza degli intagliatori di pietra. Nella seconda metà dell’Ottocento, invece costituirono una delle più importanti famiglie di costruttori edili del territorio siciliano e furono protagonisti di un’intensa stagione di restauri e realizzazioni di importanti monumenti, intrattenendo rapporti e sodalizi fecondi con le istituzioni e i grandi maestri  dell’architettura del tempo.

Struttura del fondo. Si compone di due album, realizzati da Salvatore Rutelli (1864-1934), che continuò l’attività del padre Giovanni (1834-1914). Gli album sono intitolati “Cavaliere Salvatore Rutelli fu Giovanni costruttore” (55 fototipi) e “Fabricati” (27 fototipi) e riuniscono la documentazione visiva di una parte delle opere edificate a Palermo; si tratta quindi di cataloghi d’impresa (Impresa Rutelli) composti in veste di album fotografici. Le stampe sono alla gelatina cloruro o bromuro di argento, all’albumina e aristopiche.

Fotografi e soggetti. Gli scatti del primo album sono attribuiti a celebri autori quali Giuseppe Incorpora (1834-1914), Benedetto Bronzetti (1870-1944) e Dante Cappellani (1890-1969). Il secondo contiene invece fototipi realizzati in toto da Giuseppe Incorpora.

L’album “Cavaliere Salvatore Rutelli fu Giovanni costruttore” contiene stampe di architetture progettate da Giovan Battista Filippo ed Ernesto Basile, Vincenzo Alagna, Giuseppe Capitò, Salvatore Caronia Roberti, Giovan Battista Santangelo e Girolamo Manetti Cusa. I fototipi storici, databili tra il 1877 e il 1930, ritraggono i capitelli in costruzione del Teatro Massimo; la Cassa Centrale di Risparmio Vittorio Emanuele; il Monumento Nazionale in piazza Vittorio Veneto, prima della collocazione della statua “Vittoria Alata” di Mario Rutelli (1910); i cinematografi Imperia, Excelsior e Kursaal Biondo riadattato a Teatro Nazionale nel 1923; il villino Deliella, demolito nel 1959; il cantiere di costruzione del palazzo dei fratelli Biondo; palazzo Isnello e Rutelli; l’edilizia economica plurifamiliare in stile neoclassico di epoca fascista; gli hangars e i capannoni  industriali Ducrot a Valdesi; lo Stabilimento Balneare di Mondello dopo la trasformazione del 1924-25; i villini Liberty a Mondello-Valdesi denominati Arrivas, Pastore, D’Alessandro, La Manna, De Liguori, De Lisi, Giammona, Lamby, Savazzini, Terrasi, Re Gigante e Cantiere Roma oggi Hotel Esperia.

L’album “Fabricati”, invece, riunisce fotografie di architetture civili disegnate da Ernesto Basile e da Ernesto Armò. I fototipi storici, databili tra il 1895 e il 1910, ritraggono le palazzine Rutelli e Nicoletti (demolita) in via Messina; palazzo Gaeta in via Agrigento, prima della demolizione; i villini Vetrano, Castellana e Longo-Orlando in via Emanuele Notarbartolo, prima dell’abbattimento; il palazzo Chiaramonte Bordonaro in via delle Croci durante i lavori di ampliamento; palazzo Moncada del principe di Paternò in via Francesco Crispi ad angolo con via Mariano Stabile, bombardato nel 1943 e successivamente demolito; i chioschi Vicari e Ribaudo in piazza Giuseppe Verdi e il chiosco Lipari in piazza Marina, ormai non più esistente.
Quest’album assume un particolare valore storico poiché testimonia l’offensiva della speculazione edilizia che ha violentato negli anni ’60-'70 il tessuto urbano di Palermo extra moenia, lungo gli assi viari principali come il viale della Libertà e la via Notarbartolo, per realizzare anonimi fabbricati condominiali in cemento armato.

Fonti e bibliografia.

Bosco, Antonina Patrizia. Scheda di catalogo F (Fotografia), tracciato ICCD, numeri di catalogo nazionale 365833-365880.

CRICD Fototeca. Documentazione archivistica.